Se vedi qualcuno che non risponde, ha la pelle bluastra, respira in modo strano o sembra addormentato ma non si sveglia, potrebbe essere un sovradosaggio. Non aspettare che sia un’emergenza chiara. Ogni secondo conta. La maggior parte delle morti per sovradosaggio avviene perché qualcuno ha aspettato troppo prima di agire. Eppure, anche senza esperienza medica, puoi salvare una vita. Non devi essere un infermiere. Devi solo sapere cosa fare.
Primo: Chiama subito i soccorsi
Prima di fare qualsiasi cosa, chiama il 112. Non aspettare. Non pensare che la persona si sveglierà da sola. Non pensare che sia solo ubriaca. Non pensare che qualcun altro l’abbia già chiamato. Fai tu. Dì chiaramente: “C’è un sovradosaggio. La persona non risponde. Non respira bene.” Fornisci il tuo indirizzo esatto. Se non lo conosci, descrivi il luogo: “All’angolo tra via Po e via Cernaia, davanti al bar.” Molti pensano che se hanno la naloxone, possono evitare di chiamare. È un errore fatale. La naloxone funziona solo per gli oppiacei, e anche così, il suo effetto dura meno di un’ora. Se la persona ha preso fentanil, cocaina, alcol o una combinazione, la naloxone potrebbe non bastare. I soccorsi devono arrivare. Senza di loro, la persona potrebbe ripiombare in arresto respiratorio dopo che la naloxone ha smesso di funzionare.Secondo: Controlla la coscienza e il respiro
Scuoti la persona con dolcezza e chiama il suo nome. Non scuotere con forza. Non lanciare acqua fredda. Non schiaffeggiare. Questi metodi non funzionano e possono peggiorare la situazione. Se la persona non risponde, guarda il suo petto. C’è movimento? Ascolta. Senti il respiro? A volte il respiro è irregolare: ansimi, rantoli, suoni come russare. Questo non è respiro normale. È un segnale di emergenza. Se la persona non respira o respira male, passa subito al passo successivo. Non perdere tempo a cercare segni come pupille strette. Il fentanil spesso non le restringe. Non aspettare conferme perfette. Agisci su sospetto.Terzo: Apri le vie aeree e inizia la respirazione di soccorso
Metti la persona supina. Inclina la testa all’indietro, solleva il mento con due dita sotto l’osso della mandibola. Questo apre le vie aeree. Se c’è del cibo o vomito in bocca, girale delicatamente su un fianco e rimuovilo con un dito avvolto in un panno. Non cercare di svuotare lo stomaco con manovre complesse.Ora, fai respirazione di soccorso. Tappa il naso con le dita. Prendi un respiro profondo, chiudi la bocca della persona con la tua, e soffia per 1 secondo. Guarda il petto: deve alzarsi. Non soffiare troppo forte, non devi gonfiare lo stomaco. Fai un respiro ogni 5-6 secondi. Dieci o dodici al minuto. Continua senza interruzioni. Se non ti senti a tuo agio a fare bocca a bocca, fai solo compressioni al torace. Ma la respirazione è più importante per un sovradosaggio. Il cuore spesso batte ancora. Il problema è il respiro.
Quarto: Usa la naloxone se l’hai
Se hai una naloxone nasale (come Narcan), usala subito. Non aspettare che la respirazione cambi. Non aspettare che la persona si svegli. La naloxone non fa male se non è un sovradosaggio da oppiacei. E non funziona per alcol, cocaina o benzodiazepine, ma se c’è anche un po’ di oppiaceo, può salvare la vita.La naloxone nasale viene spruzzata in un solo naso. Tieni la persona supina. Inserisci l’ugello in una narice. Premi forte con il pollice per 2-3 secondi. Non sollevare la testa. Non girarla. Non aspettare. Subito dopo, continua la respirazione di soccorso. La naloxone non agisce all’istante. Può servire da 2 a 5 minuti. Non smettere di soffiare. Se non c’è miglioramento dopo 3 minuti, e hai un’altra dose, usala nell’altra narice.
Quinto: Metti la persona in posizione di sicurezza se respira
Se la persona riprende a respirare da sola, ma è ancora incosciente, non lasciarla supina. Può soffocare sul vomito. Girala con cura sul fianco sinistro. Questa è la posizione di recupero. Fai così: piega il braccio più vicino a te a 90 gradi, con la mano sotto la testa. Poi piega il ginocchio del lato lontano a 90 gradi. Afferra la spalla e il ginocchio e ruotala delicatamente verso di te. La testa deve essere leggermente inclinata all’indietro, per tenere aperta la gola. Controlla che la bocca sia verso il basso, così il vomito esce. Non lasciarla sola. Continua a controllare il respiro ogni 2-3 minuti.Sesto: Resta con la persona fino all’arrivo dei soccorsi
Non lasciarla mai. Anche se sembra migliorare. Anche se ti dice che sta bene. Gli oppiacei, specialmente il fentanil, possono tornare. Il corpo può ripiombare in arresto respiratorio. I soccorsi potrebbero arrivare in 10 minuti. O in 20. Devi stare lì. Tieni la persona calda. Coprila con un giaccone, una coperta, qualcosa. L’ipotermia può peggiorare le cose. Non dargli da bere. Non dargli caffè. Non provare a farla camminare.Perché questi passi funzionano
La chiave è il tempo. Il cervello inizia a morire dopo 4 minuti senza ossigeno. In un sovradosaggio da oppiacei, il respiro si ferma prima del cuore. Per questo, la respirazione di soccorso è più importante delle compressioni. La naloxone blocca gli oppiacei dai recettori del cervello, ma non ripara i danni. Solo il respiro continuo può mantenere l’ossigeno in circolo. I dati lo dimostrano: chi riceve respirazione di soccorso e naloxone ha fino al 50% in più di probabilità di sopravvivere rispetto a chi aspetta. Nei programmi dove le persone sono state addestrate a fare tutto questo, il tasso di sopravvivenza arriva al 98,7%. Senza addestramento, è intorno all’87%. La differenza è il coraggio di agire.Cosa non fare
- Non metterla sotto la doccia fredda. Può causare un attacco cardiaco, specialmente con stimolanti come la cocaina o l’MDMA. - Non dargli da mangiare o bere. Il riflesso di deglutizione è spento. Può soffocare. - Non lasciarla dormire. Non è addormentata. È in coma tossico. - Non metterla in un bagno caldo. Non funziona. Non è sicuro. - Non cercare di farla camminare. Può cadere, rompersi un osso, o smettere di respirare. - Non aspettare che qualcun altro chiami. Se sei lì, sei la persona che deve agire.
Se non hai la naloxone
Non ti fermare. La respirazione di soccorso da sola può salvare la vita. La naloxone è un aiuto, non un sostituto. In molti paesi, ora si può comprare la naloxone senza ricetta. In Italia, non è ancora in vendita libera, ma puoi chiedere in farmacia o a un centro di riduzione del danno. Alcuni centri la distribuiscono gratuitamente. Se non l’hai, fai respirazione di soccorso. Continua. Fino all’arrivo dei soccorsi. La naloxone non è magia. È un interruttore. Ma il respiro è la corrente. Senza corrente, l’interruttore non serve.Le cose che la gente dimentica
Molti che hanno salvato vite dicono lo stesso: “Ho dimenticato di chiamare il 112.” O “Ho smesso di respirare troppo presto, perché pensavo che la naloxone avesse funzionato.” O “Non sapevo come metterla sul fianco.” La formazione è fondamentale. Ma non serve essere un esperto. Serve essere presente. Serve fare qualcosa. Anche se non sai bene come. Anche se hai paura. Anche se tremi. Un uomo a Torino ha salvato il figlio di un amico l’anno scorso. Non aveva mai usato la naloxone. Non sapeva bene la posizione di recupero. Ma ha chiamato il 112. Ha fatto respirazione di soccorso per 12 minuti. L’ambulanza è arrivata dopo 18 minuti. Il ragazzo è vivo. Oggi lavora in un bar. Ha detto: “Non ho fatto niente di speciale. Ho solo fatto quello che mi hanno detto di fare.”Preparati prima che accada
Non aspettare che qualcuno si ammali. Preparati. Impara la posizione di recupero. Guarda un video di 5 minuti su come fare respirazione di soccorso. Tieni il numero del 112 salvato. Se vivi in un quartiere dove ci sono abusi di sostanze, parla con il centro di salute mentale locale. Chiedi se offrono corsi gratuiti di primo soccorso per sovradosaggi. In molte città italiane, ci sono gruppi di riduzione del danno che distribuiscono naloxone e insegnano a usarla. A Torino, puoi chiedere al Centro di Salute Mentale di Via Cigna o alla Cooperativa La Rete. Non è un segreto. Non è illegale. È un gesto di umanità.Posso usare la naloxone anche se non sono sicuro che sia un sovradosaggio da oppiacei?
Sì. La naloxone è sicura anche se la persona non ha preso oppiacei. Non fa male. Non causa dipendenza. Se non c’è nessun oppiaceo nel corpo, semplicemente non fa nulla. Ma se c’è, può tornare la persona alla vita. È meglio usarla e non averne bisogno, che non usarla e perdere una vita.
La naloxone funziona anche per la cocaina o l’alcol?
No. La naloxone funziona solo contro gli oppiacei: eroina, fentanil, ossicodone, morfina. Non funziona per la cocaina, l’alcol, la benzodiazepine o l’MDMA. Ma se la persona ha preso una combinazione - per esempio, cocaina e fentanil - la naloxone può comunque salvare la vita, perché blocca l’effetto del fentanil. Per questo, si usa sempre la naloxone se c’è anche un sospetto di oppiaceo.
Perché non devo mettere la persona sotto la doccia fredda?
Perché può causare un attacco cardiaco. Con stimolanti come la cocaina o l’MDMA, il corpo si surriscalda. Ma abbassare la temperatura troppo velocemente - con ghiaccio o doccia fredda - può far salire la pressione e far partire un battito irregolare. Il modo giusto è coprire la persona con un panno umido e fresco, e lasciare che si raffreddi lentamente. I soccorsi hanno attrezzature più sicure.
Se la persona si sveglia dopo la naloxone, posso lasciarla andare?
No. La naloxone dura 30-90 minuti. Gli oppiacei, specialmente il fentanil, possono restare nel corpo per ore. Quando la naloxone smette di funzionare, la persona può ripiombare in arresto respiratorio. Deve essere osservata in ospedale per almeno 4-6 ore. Anche se sembra bene. Anche se dice che non ha bisogno di aiuto.
Cosa devo fare se non so come fare la respirazione di soccorso?
Fai solo compressioni al torace. Metti le mani al centro del petto, tra i capezzoli. Premi forte e veloce, almeno 100 volte al minuto. Non importa se non è perfetto. È meglio fare compressioni che non fare nulla. La respirazione di soccorso è ideale, ma le compressioni possono mantenere il sangue in circolo finché arrivano i soccorsi. E in molti casi, soprattutto con sovradosaggi da oppiacei, le compressioni da sole possono tenere la persona viva.
Commenti (12)
emily borromeo
gennaio 7, 2026 AT 16:33
ma chi ha detto che la naloxone è sicura? io ho un cugino che l'ha usata e dopo ha avuto crisi di panico per 3 giorni... e se è un tranello del governo per controllarci? tipo, chi ha messo il fentanil nei farmaci? io lo so, ma non lo dico perché mi spiano.
Lorenzo Gasparini
gennaio 9, 2026 AT 16:09
ah sì, certo, in Italia dobbiamo imparare a salvare vite come se fossimo in America... ma dove sono i veri problemi? La droga è un'invasione culturale, non un'emergenza sanitaria. Se uno si fa il fentanil, è un inetto. E poi chi ha detto che bisogna soffiare in bocca? Ma che scemenza, in Italia si fa tutto con la dignità, non con le bocche incollate.
Stefano Sforza
gennaio 11, 2026 AT 16:00
Questo articolo, purtroppo, è un esempio lampante di populismo sanitario. La respirazione bocca a bocca, sebbene tradizionalmente raccomandata, è scientificamente obsoleta in presenza di dispositivi di ventilazione avanzata. Inoltre, la posizione di recupero non è universalmente efficace: studi recenti del Journal of Emergency Medicine (2022) dimostrano un tasso di fallimento del 23% in soggetti con obesità morbida. E la naloxone? Un palliativo che maschera un fallimento sistemico della politica sociale italiana. Non si salva una vita con un spray nasale, si salva con un sistema che non permetta a nessuno di arrivare a quel punto.
sandro pierattini
gennaio 12, 2026 AT 11:11
io ho salvato un tizio a Bologna l'anno scorso. Non sapevo niente, ho solo urlato e gli ho messo la testa tra le gambe. L'ambulanza è arrivata dopo 22 minuti. Lui mi ha detto "grazie" e poi mi ha chiesto se poteva fumare un sigaro. Ho pensato: questo è l'Italia. Ma poi ho capito che non serve sapere, serve essere lì. Anche se tremi. Anche se hai paura. Anche se ti sembra di fare una cazzata. Fai. Perché se non lo fai tu, non lo fa nessuno.
Agnese Mercati
gennaio 13, 2026 AT 22:38
Attenzione: questa guida ignora completamente il ruolo della psicologia sociale nella dipendenza. La naloxone non è un’opzione, ma un’arma di controllo biopolitico. La riduzione del danno è una copertura per la legalizzazione progressiva delle sostanze. Chi ha redatto questo testo ha ricevuto fondi dall’Unione Europea? E perché non si menziona il ruolo della mafia nel traffico di fentanil? La verità è nascosta, e voi vi fidate di un articolo su Reddit.
Luca Adorni
gennaio 15, 2026 AT 12:16
Ho fatto un corso di primo soccorso a Milano. Non sapevo nulla. Ora so che il respiro conta più della naloxone. Ho insegnato a mia nonna a fare le compressioni. Ha 78 anni. Non ha mai visto un sovradosaggio. Ma sa cosa fare. E questo è tutto ciò che serve. Non serve essere esperti. Serve essere umani. Grazie per aver scritto questo. Io lo stampo e lo metto sul frigo.
Anna Wease
gennaio 16, 2026 AT 18:44
Ho lavorato in un centro di riduzione del danno per 5 anni. Ho visto persone tornare alla vita dopo 15 minuti di respirazione. Ho visto famiglie piangere. Ho visto medici dire "non avrei mai creduto che funzionasse". Non è magia. È semplice. È umano. Non serve essere un eroe. Serve essere presente. E se hai paura? Bene. Fa' lo stesso. La paura non ti esclude. Ti rende umano.
Kshitij Shetty
gennaio 18, 2026 AT 09:15
👏 questo è il tipo di contenuto che l'Italia ha bisogno. Non i titoli sensazionalistici, ma le cose vere. Ho condiviso questo con tutti i miei amici. Anche quelli che dicono "ma chi se ne frega". Ora hanno un link. Non è un atto di coraggio. È un atto di amore. Grazie 🙏
Giulia Stein
gennaio 18, 2026 AT 12:17
Ho visto mio fratello morire per un sovradosaggio. Non ho fatto niente. Non sapevo. Non ho chiamato. Ho pensato che fosse solo ubriaco. Ho aspettato. E ho perso dieci anni a chiedermi cosa avrei potuto fare. Questo articolo non è una guida. È un richiamo. Non aspettare. Non pensare. Agisci. Anche se ti fa male. Anche se ti fa tremare. Anche se non sai cosa fare. Fai qualcosa. Perché non hai il diritto di non fare niente.
fabio ferrari
gennaio 19, 2026 AT 17:31
...questo testo... è... troppo... lungo... e... non... ha... virgole... dove... servono... e... le... maiuscole... sono... a... caso... e... il... punto... e... virgola... non... è... mai... usato... e... la... struttura... è... caotica... e... non... si... capisce... se... è... un... articolo... o... un... post... su... un... forum... di... 2008...
Bianca M
gennaio 21, 2026 AT 06:40
Io ho una domanda... ma non voglio sembrare scema... la naloxone si trova in farmacia? O devo chiedere a qualcuno? Perché io non so dove andare...
giuseppe troisi
gennaio 21, 2026 AT 18:37
Il presente documento, sebbene ben intenzionato, presenta un'insufficiente attenzione alle normative vigenti in materia di somministrazione di farmaci salvavita da parte di soggetti non abilitati. In base all'art. 51 del D.Lgs. 228/2006, la somministrazione di naloxone da parte di personale non sanitario costituisce atto di medicina non autorizzato, salvo autorizzazione esplicita da parte dell'ASL competente. Pertanto, la diffusione di tale guida potrebbe configurare un rischio legale per i soggetti che vi si ispirano.