Se vivi negli Stati Uniti e devi prendere un farmaco con prescrizione, sai già che il prezzo può sembrare assurdo. Un medicinale che costa 50 dollari in Canada o 30 in Germania può arrivare a 800 dollari negli Stati Uniti. E non è un’eccezione. È la regola. Perché? Non è perché i farmaci americani siano migliori. Non è perché la ricerca sia più costosa. È perché il sistema è progettato così.
Il sistema non negozia i prezzi
Nel 2003, il Congresso ha approvato il Medicare Modernization Act. Una delle sue clausole più dannose? Ha vietato a Medicare di negoziare direttamente i prezzi dei farmaci con le case farmaceutiche. Questo ha creato un monopolio di fatto. In tutti gli altri paesi sviluppati - Germania, Francia, Canada, Regno Unito - il governo negozia i prezzi in nome dei cittadini. Negli Stati Uniti, no. Medicare, che copre oltre 65 milioni di persone, è costretto a pagare quello che le aziende chiedono. E le aziende chiedono molto.Le compagnie guadagnano di più qui che nel resto del mondo
Gli Stati Uniti hanno meno del 5% della popolazione mondiale, ma generano il 75% di tutti i profitti globali dell’industria farmaceutica. Questo non è un caso. È un modello. Le stesse pillole, prodotte negli stessi stabilimenti, vendute allo stesso prezzo in tutto il mondo, costano negli Stati Uniti più del triplo che in qualsiasi altro paese dell’OCSE. Prendi Galzin, un farmaco per la malattia di Wilson: in USA costa 88.800 dollari all’anno. In UK, 1.400 dollari. In Germania, 2.800 dollari. È lo stesso farmaco. Stessa formula. Stesso laboratorio. La differenza? Il potere di mercato.Chi sono i PBMs e perché fanno peggio le cose
Tra il produttore e il paziente ci sono intermediari chiamati Pharmacy Benefit Managers, o PBMs. Sono stati creati per negoziare sconti, ma ora controllano gran parte della catena. Alcuni PBMs sono controllati da grandi assicurazioni. Il loro interesse non è ridurre il prezzo per il paziente, ma massimizzare i rimborsi che ottengono dalle case farmaceutiche. E come funziona? Più alto è il prezzo di listino, più alto è lo sconto che il PBM ottiene. Quindi, hanno un incentivo a far salire i prezzi, non a farli scendere. È un sistema perverso. Il paziente paga di più. Il PBM guadagna di più. La casa farmaceutica guadagna di più. E nessuno ci guadagna, se non loro.
Le nuove leggi? Sono troppo deboli
Nel 2022, è entrata in vigore l’Inflation Reduction Act. Sembrava una svolta. Per la prima volta, Medicare poteva negoziare i prezzi di alcuni farmaci. Ma solo 10 nel 2026. E solo quelli con più di 12 anni di brevetto. Quindi, i farmaci più costosi - quelli per il diabete, l’obesità, il cancro - non sono ancora toccati. Nel 2025, i prezzi di 64 farmaci sono stati ridotti grazie a rimborsi per aumenti superiori all’inflazione. Ma nel 2024, i prezzi sono saliti dell’11,4%. Nel 2023, erano saliti del 4,9%. La tendenza è verso l’alto. E la legge è stata indebolita nel 2025 da un emendamento al bilancio che ha aumentato la spesa di Medicare di almeno 5 miliardi di dollari.Le promesse dei politici non cambiano nulla
I presidenti promettono di abbassare i prezzi. Trump ha scritto lettere alle aziende. Biden ha firmato decreti. Ma i prezzi continuano a salire. Nel 2025, 688 farmaci sono aumentati di prezzo dopo che Trump aveva promesso di ridurli. Nel 2025, cinque aziende hanno accettato di ridurre i prezzi di Ozempic e Wegovy - da 1.000 dollari a 350 al mese. Ma sono solo due farmaci. E non riguardano i milioni di persone che prendono altri farmaci. Il problema non è un singolo farmaco. È l’intero sistema.Le persone rinunciano ai farmaci
Un milione e mezzo di beneficiari di Medicare pagano così tanto in tasca che devono scegliere tra comprare il farmaco o mangiare. Alcuni tagliano le dosi. Altri li saltano. Altri li dividono. Il risultato? Ricoveri più frequenti, complicazioni peggiori, morti evitabili. L’Inflation Reduction Act ha introdotto un tetto di 2.000 dollari all’anno per le spese farmaceutiche di Medicare. È un passo avanti. Ma non basta. Perché molti non arrivano nemmeno a quel tetto: prima di arrivare a 2.000, hanno già speso 10.000, 15.000, 20.000 dollari. E non tutti hanno Medicare. Chi ha un’assicurazione privata? Spesso paga ancora di più.
Le nuove minacce: Project 2025
Un piano chiamato Project 2025, promosso da gruppi conservatori, vuole eliminare i controlli sui prezzi dei farmaci. Secondo il Center for American Progress, questo piano aumenterebbe i costi per 18,5 milioni di anziani e persone con Medicare. Significa che chi oggi paga 2.000 dollari all’anno potrebbe doverne pagare 8.000, 10.000, 15.000. E non ci sarebbe nessun tetto. Nessuna negoziazione. Nessun limite. Solo il mercato. E il mercato, in questo caso, non significa concorrenza. Significa monopolio.Perché non si cambia?
Perché le aziende farmaceutiche spendono centinaia di milioni di dollari ogni anno in lobbying. Perché i politici ricevono donazioni. Perché il sistema è complesso, e cambiare significa affrontare un’industria che guadagna 500 miliardi di dollari l’anno. Perché è più facile fare un discorso che passare una legge. E perché, finché il pubblico non capisce come funziona davvero, il sistema continuerà a funzionare. Perché non è un errore. È un progetto.Cosa può fare una persona?
Se hai Medicare, controlla se il tuo farmaco è tra quelli negoziati. Chiedi al tuo farmacista se esiste una versione generica. Cerca programmi di aiuto delle case farmaceutiche. Usa servizi come GoodRx per confrontare i prezzi. Ma non illuderti: queste sono soluzioni individuali per un problema sistemico. Non cambieranno il quadro generale. Solo una riforma radicale - come permettere a Medicare di negoziare su tutti i farmaci, o introdurre un prezzo di riferimento internazionale - può risolvere il problema. Per ora, la realtà è questa: negli Stati Uniti, la salute non è un diritto. È un bene di lusso.Perché i farmaci negli Stati Uniti costano così tanto rispetto ad altri paesi?
Perché negli Stati Uniti il governo non negozia i prezzi dei farmaci, a differenza di tutti gli altri paesi sviluppati. Le aziende farmaceutiche fissano i prezzi liberamente, e i farmaci vengono venduti a prezzi molto più alti per massimizzare i profitti. Il sistema è protetto da leggi come il Medicare Modernization Act del 2003, che vieta a Medicare di negoziare. Inoltre, i Pharmacy Benefit Managers (PBMs) hanno incentivi a mantenere alti i prezzi di listino per aumentare i loro rimborsi.
Cosa sono i PBMs e perché fanno aumentare i prezzi?
I PBMs (Pharmacy Benefit Managers) sono intermediari che gestiscono i farmaci per le assicurazioni. Inizialmente dovevano negoziare sconti, ma ora sono spesso parte di grandi compagnie assicurative. Il loro guadagno dipende dai rimborsi che ottengono dalle case farmaceutiche, che sono calcolati in base al prezzo di listino. Quindi, più alto è il prezzo, più alto è il loro profitto. Di conseguenza, hanno interesse a far salire i prezzi, non a ridurli. Questo crea un conflitto di interessi che danneggia direttamente i pazienti.
L’Inflation Reduction Act ha davvero abbassato i prezzi?
Ha ridotto i prezzi di 64 farmaci nel 2025 grazie a rimborsi per aumenti superiori all’inflazione e ha introdotto un tetto di 2.000 dollari all’anno per i costi dei farmaci di Medicare. Ma i risultati sono limitati. Solo 10 farmaci saranno negoziati da Medicare nel 2026, e solo quelli con più di 12 anni di brevetto. I farmaci più costosi - per diabete, obesità, cancro - non sono ancora inclusi. Nel 2024, i prezzi sono aumentati dell’11,4%, il che mostra che il sistema globale continua a salire.
Perché i farmaci per il diabete e l’obesità costano così tanto?
Sono farmaci di ultima generazione, con brevetti recenti e alta domanda. Le aziende li lanciano a prezzi elevati per massimizzare i profitti prima che arrivino i generici. Inoltre, questi farmaci sono spesso usati da pazienti con condizioni croniche che non possono rinunciare al trattamento, quindi le aziende sanno che possono mantenere prezzi alti. IQVIA ha identificato questi farmaci come i principali driver della crescita dei costi farmaceutici negli Stati Uniti, con aumenti del 9-11% nel 2025.
Cosa succederà se Project 2025 viene implementato?
Project 2025 mira a eliminare i controlli sui prezzi dei farmaci e a ridurre i programmi di sostegno. Secondo il Center for American Progress, questo aumenterebbe i costi per 18,5 milioni di persone con Medicare. Significa che molti pazienti dovranno pagare decine di migliaia di dollari all’anno per i loro farmaci, senza tetti né aiuti. Potrebbe portare a un aumento dei casi di razione dei farmaci, ricoveri ospedalieri e morti evitabili.
Commenti (14)
sandro pierattini
gennaio 16, 2026 AT 05:27
Guarda, io ho lavorato in un laboratorio farmaceutico a Basilea. Le stesse pillole, lo stesso imballaggio, la stessa catena di produzione. Ma negli USA? Prezzi che fanno venire i brividi. Non è un errore di mercato, è un business model perfetto: sfruttare la disperazione. E nessuno fa niente perché i lobbisti hanno le chiavi del Congresso.
Agnese Mercati
gennaio 18, 2026 AT 02:15
Questo è il risultato del capitalismo sfrenato. Il sistema sanitario americano non è un sistema, è un’industria. E come ogni industria, cerca di massimizzare il profitto, anche a costo della vita. Non c’è niente di nuovo. È sempre stato così. Solo che ora lo vediamo con più chiarezza.
Anna Wease
gennaio 18, 2026 AT 08:20
Io ho un amico che ha il diabete e paga 1.200 dollari al mese per l’insulina. Ha dovuto vendere la macchina. Non è un’eccezione. È la vita quotidiana di milioni di americani. E i politici continuano a fare discorsi. Basta.
Andrea Magini
gennaio 20, 2026 AT 05:43
La vera domanda non è perché costano così tanto, ma perché accettiamo che costino così tanto. In Italia, se un farmaco è troppo caro, lo negoziamo. Negli USA, il mercato è il dio unico. E i cittadini? Sono solo clienti. Non pazienti. Non persone. Clienti. E i clienti possono essere sfruttati.
La soluzione non è un tetto di 2.000 dollari. È un prezzo unico globale. Se un farmaco costa 500 dollari in Germania, deve costare 500 dollari negli USA. Punto. Non c’è giustificazione etica per il doppio standard.
La salute non è un bene di consumo. È un diritto umano. E finché non lo capiamo, continueremo a vedere gente che sceglie tra mangiare e vivere.
Giulia Stein
gennaio 21, 2026 AT 11:38
Quando ho visto che un farmaco per l’obesità costava 1.000 dollari al mese, ho pensato: ma chi lo può permettere? Non è un trattamento, è un lusso. Eppure lo vendono come se fosse un bene essenziale. Il sistema è malato. E noi lo alimentiamo ogni volta che accettiamo di pagare.
Rocco Caine
gennaio 22, 2026 AT 15:56
Project 2025? Ma chi se ne frega. Se vuoi un farmaco a 350 dollari, compra la versione generica. Se non ce l’hai, fai un viaggio in Messico. Il mercato trova sempre un modo. Il problema non è il prezzo, è la pigrizia di chi aspetta che il governo risolva tutto.
Stefano Sforza
gennaio 22, 2026 AT 20:23
Questo articolo è una perfetta dimostrazione di quanto l’ideologia americana sia distante dalla realtà. In Europa, la salute è un diritto. Negli USA, è un privilegio per chi ha i soldi. Eppure gli americani si vantano della loro libertà. Ma cosa significa libertà se non puoi permetterti di vivere? La libertà di morire perché non hai i soldi per una pillola? Che bel concetto.
Non è un problema di lobbying. È un problema di valori. Un paese che mette il profitto prima della vita non merita di essere chiamato civile. È un’oligarchia con il cappello da cowboy.
Vi ricordate quando si diceva che l’America era la terra delle opportunità? Ora è la terra delle fatture mediche. E nessuno osa dire la verità: il sistema è progettato per fallire. Perché chi ci guadagna non vuole che cambi.
Il vero crimine non è il prezzo. È la complicità silenziosa di chi guarda e non dice niente. E voi, che leggete questo, siete parte del problema. Perché avete cliccato, avete letto, ma non avete fatto niente.
Io vivo in Italia. Il mio farmaco per l’ipertensione costa 12 euro al mese. E non lo considero un privilegio. Lo considero un diritto. E voi? Siete pronti a combattere per il vostro? O vi accontentate di piangere su Reddit?
Kshitij Shetty
gennaio 23, 2026 AT 15:27
Io ho un amico americano che ha fatto un viaggio in India per comprare il suo farmaco. Lo ha pagato 1/20 del prezzo USA. E funziona benissimo. Non è magia. È semplicemente un sistema che funziona. Perché noi non possiamo farlo? Perché non ci sono politici abbastanza coraggiosi da dire: basta. 🤷♂️
fabio ferrari
gennaio 24, 2026 AT 02:16
Ma insomma, non si può semplicemente... non comprare i farmaci? Ovviamente no. Ma perché nessuno lo dice? Perché tutti hanno paura di dire la verità: è un mercato, non una sanità. E i mercati non hanno cuore.
Bianca M
gennaio 25, 2026 AT 03:34
Io ho visto mia nonna saltare dosi per far durare la scatola. Non è una storia triste. È la realtà. E nessuno ne parla. Solo noi, qui, in silenzio.
Mauro Molinaro
gennaio 27, 2026 AT 02:06
Project 2025? Ma che roba è? Io ho sentito dire che è un piano per far pagare 10000 dollari a tutti... ma non so se è vero. Forse è una bufala? Comunque, se costa troppo, vai in Canada. Io l'ho fatto. E funziona. 😅
Gino Domingo
gennaio 29, 2026 AT 01:51
Oh, ecco il solito pianto da socialista europeo. Sì, negli USA i farmaci costano di più. E allora? Perché? Perché qui la gente è più ricca, e le aziende non sono stupide. Se qualcuno è disposto a pagare 800 dollari, perché dovrebbero chiedere 30? È semplice economia, non cospirazione. E poi, chi ti dice che in Germania non pagano di nascosto? I PBMs? Sono solo intermediari. Il problema è che voi volete il farmaco gratis. Ma niente è gratis. Niente. Nemmeno la vita.
Se vuoi risparmiare? Vendi il tuo iPhone. Vendi la tua macchina. Vai in Messico. Fai un viaggio. Non aspettare che il governo ti salvi. Il governo è il problema, non la soluzione. 🤓
Luca Adorni
gennaio 29, 2026 AT 09:02
Ho lavorato con un team di ricerca in California. Sapevamo che il farmaco che stavamo sviluppando sarebbe costato 700 dollari al mese. Ci hanno detto: 'Non preoccupatevi, il mercato lo accetterà'. Non era una questione di scienza. Era una questione di conti. E io ho lasciato quel progetto. Perché non voglio far parte di un sistema che vende speranza a 800 dollari.
Non è un problema di politica. È un problema di coscienza. E se non la riconosciamo, non cambierà mai.
giuseppe troisi
gennaio 30, 2026 AT 14:53
È doveroso osservare che la regolamentazione dei prezzi dei medicinali rappresenta un intervento di natura economica che, se non attentamente calibrato, può compromettere l'innovazione farmaceutica. La libertà di mercato, pur con le sue imperfezioni, garantisce investimenti in R&D che altrimenti verrebbero disincentivati. La soluzione non è l'interferenza statale, ma la trasparenza e la concorrenza.